Il Comitato Zonale ANSPI Perugia – Città della Pieve ha partecipato attivamente al progetto nazionale Centodieci Agorà, promosso da ANSPI e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (annualità 2023). Il progetto, della durata di 18 mesi (luglio 2024 – dicembre 2025), mira a promuovere un’educazione inclusiva, sostenibile e intergenerazionale, valorizzando gli oratori come spazi di crescita e cittadinanza attiva.
19 settembre 2025
Presso il Teatro di Rebecca a Perugia, si è svolto l’evento Open Space – Uno spazio per essere protagonisti, organizzato dal Comitato Zonale ANSPI Perugia – Città della Pieve nell’ambito del progetto nazionale Centodieci Agorà. L’iniziativa, pensata per i ragazzi dai 16 ai 24 anni, ha rappresentato un laboratorio di ascolto, creatività e condivisione, dove i giovani hanno potuto esprimere liberamente talenti e idee.
Open Space non è stato solo un incontro, ma un vero e proprio palcoscenico di protagonismo giovanile. I ragazzi hanno portato sul palco esibizioni artistiche e creative:
performance musicali e canore,
brevi monologhi e letture,
momenti di danza e improvvisazione teatrale.
Queste esibizioni hanno dato corpo e voce alle loro passioni, trasformando la serata in un mosaico di esperienze autentiche e coinvolgenti.
L’evento ha favorito un clima di dialogo aperto, dove i ragazzi hanno potuto confrontarsi su temi vicini alla loro vita quotidiana: sogni, fragilità, relazioni e futuro. Attraverso attività di gruppo e momenti di riflessione, è emersa la volontà di costruire spazi educativi capaci di accogliere le domande della nuova generazione.
Open Space ha segnato un passo importante nel percorso del progetto Centodieci Agorà: un’esperienza che ha messo i giovani al centro, dando loro voce e spazio per esprimersi. È stato un momento di festa, ma anche di crescita, che ha mostrato come l’oratorio possa essere un luogo vivo, capace di accogliere e valorizzare i talenti di ciascuno.
Alcune immagini della giornata
La serata ha avuto un momento speciale con la partecipazione di Alessandro Sortino, noto giornalista e autore televisivo, celebre per il suo lavoro con Le Iene. Sortino ha dialogato con i ragazzi portando la sua esperienza di comunicatore e narratore della realtà, incoraggiandoli a credere nella forza delle proprie storie e a non avere paura di esprimersi.
Il suo intervento ha sottolineato l’importanza di dare voce ai giovani e di costruire spazi dove possano sentirsi ascoltati e protagonisti. Con il suo stile diretto e coinvolgente, ha stimolato riflessioni profonde su come i ragazzi possano diventare cittadini attivi e responsabili, capaci di incidere positivamente nella società.
Il 20 settembre 2025, l’Abbazia di San Pietro di Perugia ha accolto il Convegno Oratorio 3.0, un appuntamento che ha riunito educatori, sacerdoti, responsabili e volontari per riflettere insieme sul ruolo dell’oratorio nel nostro tempo. L’iniziativa, parte del progetto nazionale Centodieci Agorà, ha voluto rilanciare l’oratorio come luogo vivo, capace di accogliere le domande dei giovani e di accompagnarli nella crescita umana e spirituale, ma anche come rete diocesana che si rafforza nella corresponsabilità e nella testimonianza evangelica.
La giornata si è aperta con il saluto di Mons. Ivan Maffeis, che ha ringraziato educatori e volontari per il loro servizio, ricordando il valore umano e spirituale dell’impegno educativo. Tre voci autorevoli hanno poi guidato la riflessione: il prof. Marco Moschini, che ha evocato l’immagine dell’oratorio come “pozzo di Sichem”, luogo di misericordia e prossimità; la prof.ssa Alessandra
Augelli, che ha descritto l’adolescenza come tempo di grazia e metamorfosi, invitando a custodire insieme fragilità e bellezza; e don Giordano Goccini, che ha rilanciato l’oratorio come “ponte tra Chiesa e piazza”, laboratorio aperto al dialogo con famiglie, scuole e associazioni.
Nel pomeriggio, i partecipanti si sono divisi in tavoli sinodali, lavorando per individuare punti di forza, criticità e priorità future. È stato un esercizio di ascolto e corresponsabilità che ha permesso di condividere esperienze e buone
pratiche, ispirati dalla lettera pastorale: "Come amici di Casa". Il convegno ha lasciato frutti concreti: una rinnovata consapevolezza educativa, la valorizzazione dell’adolescenza come stagione di bellezza e ricerca, il rafforzamento della rete diocesana e lo stimolo a un impegno condiviso tra Chiesa, famiglie, scuole e associazioni. È emersa una chiara prospettiva missionaria, che vede l’oratorio non più confinato alla catechesi, ma aperto alla vita concreta, capace di contaminarsi con la società e di offrire testimonianza evangelica nel quotidiano.
Il Convegno Oratorio 3.0 ha così mostrato che l’oratorio può essere ancora oggi cuore pulsante della comunità, un luogo dove si intrecciano ascolto, creatività e missione, e dove la Chiesa si fa ponte verso il mondo, accogliendo e accompagnando i giovani nel loro cammino di crescita.
Nel cuore del progetto nazionale Centodieci Agorà, il workshop “Talenti da sostenere” ha rappresentato un momento prezioso di incontro e crescita, dove i giovani hanno potuto scoprire e condividere le proprie capacità, trasformandole in semi di futuro. L’iniziativa, ha voluto mettere al centro la parola talento, intesa non come privilegio di pochi, ma come ricchezza diffusa che chiede di essere riconosciuta, accompagnata e sostenuta.
La giornata si è aperta con un clima di entusiasmo e partecipazione: ragazzi ed educatori hanno lavorato fianco a fianco in attività laboratoriali, esercizi creativi e momenti di confronto, dando vita a un mosaico di esperienze che hanno mostrato la varietà e la bellezza dei doni presenti nelle nostre comunità. Alcuni giovani hanno portato sul palco esibizioni musicali e teatrali, altri hanno condiviso racconti personali e progetti di vita, dimostrando che il talento non è solo abilità tecnica, ma anche passione, coraggio e desiderio di mettersi in gioco.
Il workshop ha stimolato una riflessione profonda: sostenere i talenti significa creare spazi educativi inclusivi, capaci di accogliere fragilità e potenzialità, di trasformare le energie giovanili in percorsi di crescita e di responsabilità. È emersa la consapevolezza che l’oratorio può essere il luogo privilegiato dove i talenti si intrecciano, diventando strumenti di comunità e ponti di dialogo con la società.
I risultati sono stati tangibili: una rinnovata fiducia nei giovani, la valorizzazione delle loro capacità creative, il rafforzamento del senso di appartenenza e la nascita di nuove idee da portare avanti insieme. Il workshop ha mostrato che sostenere i talenti significa credere nel futuro, investire nella bellezza delle persone e costruire comunità più vive e solidali.
Nel percorso del progetto nazionale Centodieci Agorà, l’evento Oratorio League ha trasformato ancora una volta il campo sportivo in un luogo di incontro e di festa. Non si tratta di una semplice competizione, ma di un immancabile appuntamento annuale per gli oratori di Perugia, portato avanti e organizzato con il prezioso supporto dell’Oratorio SportLab, che da anni accompagna i ragazzi nel vivere lo sport come esperienza educativa e di crescita.
Le squadre provenienti dagli oratori del territorio si sono sfidate con entusiasmo, portando in campo non solo abilità tecniche ma soprattutto spirito di squadra, rispetto reciproco e voglia di condividere. Ogni partita è diventata un racconto di amicizia e collaborazione, dove la vittoria non era il fine ultimo, ma il segno di un cammino fatto insieme.
L’Oratorio League ha messo in luce il valore dello sport come ponte tra generazioni, capace di educare alla lealtà, alla resilienza e alla gioia di stare insieme. I ragazzi hanno mostrato che il gioco, quando vissuto con passione e responsabilità, diventa strumento di crescita e di cittadinanza attiva.
Il risultato più grande non è stato una vittoria da celebrare, ma la consapevolezza che l’oratorio può essere anche campo di gioco e di vita, luogo dove si intrecciano talenti, relazioni e sogni. È emersa una rinnovata fiducia nella forza educativa dello sport, capace di diventare linguaggio universale e percorso condiviso per costruire comunità più vive e solidali.